Oggi ascoltavo un'intervista a George Siemens, padre del connettivismo. Il connettivismo è una modalità di apprendimento basata sul concetto di rete. Indagando in internet per farmi un'idea critica più precisa, mi sono trovato di fronte a una miriade di modalità di apprendimento, alcune già conosciute ed altre assolutamente nuove. Ce n'è per tutti i gusti: comportamentismo, cognitivismo, costruttivismo... e tutte che iniziano per "co"!
C'è qualcosa di subdolo in queste "modalità di apprendimento" che mi urta. Che non mi fa star tranquillo.
Mi sembra che queste teorie siano legate più a fenomeni culturali, e la nostra epoca sta subendo il fenomeno delle reti, che ad analisi reali del problema.
Il problema nel nostro caso è l'apprendimento. Alla domanda "come si fa ad imparare?" c'è gente che risponde con qualcosa che inizia per "co".
Allora ci provo anch'io a rispondere: comediavolovuoi.
E da questo momento mi eleggo padre del comediavolovuoismo.
Infatti non credo ci sia una modalità assoluta: non solo ognuno deve trovare quella più adatta a sè stesso (e spesso lo fa senza neanche accorgersene) ma ognuno deve cambiarla più volte nella vita! Perché dipende da stimoli, percorso formativo, contesto culturale nel quale si cresce.